un anno del gatto

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Se chiedessimo l’opinione agli animali domestici, sono certo che ci risponderebbero che quello che volge al termine è stato l’anno più bello della loro vita. Non credo che cani e gatti abbiano mai passato così tanto tempo a tu per tu con i loro padroni. Averci a disposizione così tanto per starci appiccicati così a lungo non si ricorda a memoria di essere vivente. Per questo il 2020 passerà alla storia come un anno bestiale e i nostri amici a quattro zampe tramanderanno questo evento eccezionale di generazione in generazione. Un’esperienza agli antipodi di quella dei nostri figli, con i genitori con il fiato sul collo 24x7x365 a impicciarsi nella loro vita scolastica da remoto, privi del piacere dell’abbandonarsi agli eccessi con i coetanei come ogni ragazzo di quell’età dovrebbe fare. Ci vorrà uno psicologo per riabituarli allo stare fuori casa, ovviamente mi riferisco ai più giovani. Ci vorrà anche qualcuno bravo per cani e gatti una volta che i nostri appartamenti torneranno ad essere disabitati di giorno e gli animali riprenderanno a vivere la loro esperienza di cattività di lusso da protagonisti, ma senza gente in giro. Ho trascorso mesi a preparare attività al computer per la didattica a distanza, a tenere lezioni in videoconferenza, a partecipare a riunioni, collegi docenti, colloqui con i genitori, e non credo di aver passato così tanto tempo al pc nemmeno nella mia precedente attività lavorativa. All’opera seduto alla scrivania con il portatile davanti, non è passato istante in cui la mia gatta, da un anno e mezzo da sola dopo la morte del fratello, non si sia stravaccata sul mio avambraccio/polso sinistro facendo le fusa, ricercando ossessivamente il mio sguardo e costringendomi a scrivere sulla tastiera in un modo innaturale di cui il mio tunnel carpale prima o poi chiederà giustizia. Anche ora, mentre sto compilando questo resoconto di fine anno, è adagiata come di consueto e osserva le lettere comparire in sequenza a formare parole e frasi in questo articolo. Ogni tanto si abbiocca, poi ha un sussulto, si alza, si stiracchia per poi riposizionarsi allo stesso modo di prima. Ecco un altro segno di come è cambiata la dimensione domestica. Peccato per tutto il resto perché, a essere sincero, non mi dà nessun fastidio.

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