revisione

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Trovo l’officina uno degli ambienti più ostici. Preferirei qualunque cosa rispetto ad avere a che fare con un meccanico. Fondamentalmente perché non ho alcuna possibilità di instaurare una relazione e non ho mai conosciuto un meccanico che si sia messo nell’ottica di spiegarmi – anche a grandi linee –  quello che si appresta a fare. La revisione era scaduta da un pezzo ma per fortuna la pandemia ha messo tutto in stand-by quindi non preoccupatevi, potete anche farvi dare un’occhiata con calma prima di partire per le vacanze. Mi ero accorto che il sensore genetico, quello che mantiene il contatto con la parte di noi presente nella nostra prole, gracchiava e la trasmissione e ricezione dei segnali non era più limpida come dovrebbe. So che ogni dieci anni va cambiato ma sul libretto c’è scritto che è meglio dargli un’occhiata ogni due anni, dopo i primi cinque d’uso, e comunque occorre tenerlo sempre sotto controllo. Se il vostro meccanico di fiducia non ve lo propone, chiedetegli di mostrarvelo. Il mio aveva il coperchietto trasparente della capsula tutto ossidato. L’ho fatto risistemare e mi sono accorto subito della differenza. Ieri ho scritto una cosa sulla Settimana Enigmistica e a pranzo, rientrato da scuola, c’era mia figlia che risolveva un cruciverba di quelli più ampi, presenti verso le pagine finali della rivista che vanta quello che sappiamo bene ed è inutile ripeterlo. Mi ha chiesto un aiuto per completare le risposte alle definizioni più complesse, ero un po’ fuori allenamento ed alcune non le conoscevo nemmeno io. La mia famiglia ha una solida tradizione di solutori che ho interrotto ma che, a quanto ho appurato, potrebbe riprendere pur con un grado in meno di continuità.

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