chi ride è fuori

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Dall’audio è facile capire se qualcuno sta guardando una clip tratta da LOL su Youtube. Il programma si riconosce anche senza immagini, a occhi chiusi. Fanno fede le risate sguaiate dei presentatori o le loro note didascaliche a margine di questa o quella gag. Unico è anche il sound design, i suoni che stabiliscono l’inizio o la fine dei giochi, gli scherzi che si attivano premendo vistosi comandi e gli istanti che precedono le eliminazioni dei comici, un vero marchio di fabbrica. Molte delle scene però sono centrate sul linguaggio del corpo dei partecipanti, quindi l’aspetto – passatemi il termine – radiofonico del programma è meno che marginale. Un po’ come l’idea di Lundini di scrivere il libro di Paperissima, utile ad adattare alla lettura gli sketch involontari di cui si nutre il programma Mediaset, raccontare i momenti più esilaranti di LOL o anche solo personalizzare per le conversazioni dal vivo i tormentoni che hanno contribuito al suo successo è controproducente. Nell’epoca dei meme digitali nessuno fa più battute a voce. Ci limitiamo – appunto – ad aggiungere portata comica a quello che postiamo sui social allegando le gif di Virginia Raffaele che imita Marina Abramovich, i balletti e le pose di Lillo o Corrado Guzzanti travestito da uno dei suoi intramontabili personaggi comici. Si tratta di un format di successo e allo stesso tempo indefinibile. Qualche anno fa era di moda l’estrattore – che poi si è scoperto essere poco green, sotto il profilo degli scarti – e le rare volte in cui assemblo i pezzi della macchina per estrarre l’anima della frutta e della verdura che ho a disposizione mi viene in mente LOL perché mi chiedo che bisogno ci sia di spremere così tanta comicità in un solo programma tv. Con gli sketch delle due stagioni ci camperebbero per un anno tutte le emittenti del pianeta. Ne consegue che il telespettatore si perde molto, proprio come nell’estrattore ci sono troppi scarti e il succo che resta da bere è buono ma dal gusto indistinguibile. La spiegazione che mi do è che la comicità è in crisi o, come diciamo al bar con gli amici, sono tempi in cui non c’è proprio un cazzo da ridere. Non che LOL non sia un programma godibile, ci mancherebbe. Il punto è che mi piacerebbe scompisciarmi dalle risate come i due padroni di casa ma non ci riesco. Sorrido, ci sono protagonisti che preferisco ad altri, adoro Guzzanti come tutti voi (mentre invece, per dire, di Capatonda non capisco nulla) eppure sorrido e basta. Per questo ho passato in rassegna la mia vita e mi sono reso conto che LOL non c’entra. Io non rido mai, non rido di gusto da un sacco di tempo e che ci sono solo due situazioni in cui rido perdendo il controllo. Una delle due è Friends, l’altra non posso scriverla.

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