deprime day

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Nella formula pensata da Amazon per disfarsi degli avanzi di magazzino, pratica più che lecita e in auge da quando è stato inventato il commercio, ci caschiamo tutti. La mia lista di cose che vorrei comprarmi ma che non posso permettermi non fa un plissé nemmeno nei giorni del giudizio universale del colosso delle vendite online. Consulto compulsivamente il carrello ma non succede mai che almeno uno dei prodotti salvati scenda di un centesimo. Dev’essere ingenuo pensare che i dati ricavati dalle brame dei consumatori non siano tenuti sotto osservazione nella stanza dei bottoni di Jeff Bezos e che, appunto, il signore degli algoritmi se ne guardi bene dal venirci incontro, a noi poveracci. Qualcuno, scherzando, sostiene che prima o poi il board di Amazon provi pietà per chi conserva a lungo gli articoli a un clic dalla transazione finale e, sotto Natale, proceda a un’opera di bene. Non è un caso che la foto dell’universo che rimbalza di social in social proprio oggi non sembri altro che un groviglio di quelle lucine con cui si addobba l’albero, riprese tutte mosse con uno smartphone scadente come il mio. Qualcuno, a miliardi di anni luce di distanza, non ha ancora riportato in cantina palline e festoni. D’altronde, chissà se lassù e tutti quei millenni fa c’era l’epifania. Dev’essere per questo che, in questi due giorni di saldi, si possono trovare stringhe di led luminosi a prezzo ribassato. Per non parlare dei telefoni per immortalare il tutto: se scartabellate fra le centinaia di marche e modelli, che sembrano sempre più tutti uguali, sicuramente uno per le vostre tasche ci sarà.

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