il mare sotto

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Al primo piano vive una delle famiglie più mondane che abbia mai conosciuto. La media è di una cena a settimana, d’estate di più perché sfruttano l’ampio balcone, numero variabile di partecipanti tra i dieci e i venti, adulti e bambini. Il profumo delle portate si percepisce anche di sopra, soprattutto quando entra in funzione il barbecue sul balcone, poi l’odore del caffè. Ma non ne faccio un problema di convivenza, non mi danno nessun fastidio, forse con la bella stagione e le finestre aperte si corre il rischio di volgere l’attenzione alle loro discussioni, ma nulla di più. Considerato il mio vicinato, di cui avevo già parlato, va bene così. Anzi. Mia moglie ed io ci meravigliamo ogni volta della costanza e dell’abnegazione che alcune persone, molto diverse da noi, hanno per la vita sociale. Quanto impegno occorre a mantenere rapporti, chi fa più fatica e chi meno. E ci confrontiamo sul fatto se, a noi, condurre una vita di relazioni estreme come la loro piacerebbe oppure meno. Ma è facile giungere alla conclusione. Intanto né io né lei siamo amanti della cucina e della convivialità come scenario aggregativo, mettere su una cena per 10 persone una volta a settimana sarebbe impossibile, anche perché a malapena riusciamo a garantire pasti decenti per nostra figlia, visto il rapporto che abbiamo con il cibo e la sua preparazione. Non solo. Mancherebbe anche un elemento fondamentale nell’allestimento di cene con tanti amici, ovvero i tanti amici. La cerchia, la stessa che si può graficamente rappresentare oggi su Google+, non supera le 10 persone, parenti stretti compresi. Così, a volte distratti dal vociare o dal rumore delle forchette nei piatti, in totale relax mentre nostra figlia se la spassa in montagna, siamo lì a leggere, a seguire Rai News o a guardare film esilaranti come “Il mare dentro”, mentre sotto il party è nel pieno, c’è anche un cabaret di pasticcini coloratissimi. E ci chiediamo sempre come mai i vicini mondani non ci abbiano mai invitato a una delle loro cene. Non capisco il perché; io farei carte false per essere mio amico.