Se considerate quante coppie etero conoscete in cui la componente femminile ĆØ nettamente dominante rispetto a quella maschile e confrontate questo dato con la percentuale di donne al potere nelle istituzioni o nelle aziende giungerete alla conclusione che c’ĆØ qualcosa che non va. Qualcuno potrebbe obiettare che il potere che le donne esercitano negli ambienti domestici non ĆØ lo stesso che occorre per guidare un governo, un partito, una multinazionale o un colosso della finanza, o anche che i mariti alle mogli lasciano fare per quieto vivere, per non rendere il tempo in casa peggio di quello che affrontano sul lavoro, alla mercĆ© di uomini tanto quanto loro che li vessano con soprusi sempre più crudeli. Oppure l’intero sistema politico, economico e produttivo mondiale (ho sentito anche questa, giuro) non può permettersi di andare in tilt cinque giorni al mese e che il temperamento maschile ĆØ più adatto laddove occorre mantenere degli standard sempre. O anche che la struttura degli organigramma societari non ammette la tipica dinamica che si consuma quotidianamente in case come la vostra e la mia, in cui c’ĆØ qualcuno che imposta le relazione dicendo amorevolmente agli altri che cosa o che cosa non fare. Non so cosa serva a scardinare questo sistema di pregiudizi vecchi come il cucco nĆ© se imporre i cambiamenti con i nomi delle professioni al femminile come si usa oggi, e tenete conto che in questi processi solo apparentemente di forma io trovo un grande senso di civiltĆ , di sapersi mettere in discussione, di lanciare segnali, sia efficace. Ho scoperto che le cose dovrebbero andare diversamente da come sono sempre andate nei numerosi ambienti ad alta frequentazione femminile in cui ho vissuto, nella mia vita. Spero di continuare ad accettare l’inferioritĆ insita nel mio genere anche quando sarò vecchio e, di conseguenza, indurito e amareggiato dal tempo che se ne va sempre più in fretta, e di non smettere mai di convincermi – anche dopo averci riflettuto per capire a fondo, come mi accade ora – che l’impostazione che le donne, le mogli, le figlie, le nonne, le insegnanti, le amiche danno alle cose ĆØ sempre la più efficace. Ecco, vedete, nell’elenco ho lasciato fuori le colleghe, e un perchĆ© ci sarĆ .
donne
nel dubbio allora ĆØ meglio prenderla
StandardNon vale rivangare cose da un passato cosƬ remoto perchĆ© stai attento, chĆ© ho memoria da elefante sul lungo periodo anche se a malapena ricordo com’ero vestito ieri. Scherzo, lo so, ero vestito esattamente come oggi, come domani, come tre giorni fa. L’episodio a cui ti riferisci invece mi vede protagonista, anzi, comparsa con una giacca blu da marinaio acquistata al mercato ma al mercato di trent’anni fa, che tutti dicono fosse diverso dalle bancarelle dei cinesi di oggi. Boh, non ho un’opinione e questo ĆØ un dettaglio che invece mi sfugge. Comunque sto controllando nella tasca della giacca che non mi siano cadute le chiavi dato che cappotti e giubbotti sono stati messi uno sull’altro senza tanti complimenti, gettati sulla catasta di sedie inutilizzate nell’angolo in fondo della sala dove si sta svolgendo la festa. Anzi, dove quel raduno di ragazzini riuniti all’insegna degli ormoni in agitazione volge al termine. Tu hai portato da casa quella specie di armadio di tuo padre che ĆØ il riproduttore di cassette con tanto di diffusori per la musica. Una festa senza disc jokey ma qualche nastro preparato ad arte in anticipo. Pochi veloci e molti lenti, con l’obiettivo di stringersi tra maschi e femmine. OmosessualitĆ latente e comunque non pervenuta in ambiente di oratorio parrocchiale. Hai allestito l’impianto e ora, mentre tutti ci avviamo a fine sabato pomeriggio verso le nostre abitazioni, lo stai smantellando e noto che c’ĆØ fibrillazione. La ragazzina a cui ti sei dichiarato alla fine prendendola per sfinimento dopo averle monopolizzato le danze sta chiedendo pareri alle amiche del cuore sulla risposta da darti che, manco a dirlo, sarĆ un bel no con l’accento. Ti capisco, sai quante volte ci sono passato anch’io. Come biasimarla, non fa parte del gruppo delle giĆ sviluppate, quelle di lĆ con il seno e l’aria da grandi; ĆØ ancora di qua tra quelle non ancora sbocciate. Malgrado sia consapevole della naturalitĆ dei rapporti sentimentali, di te ma come di chiunque altro, non sa che farsene. E se non mi sbaglio credo di aver pensato proprio cosƬ mentre ti aspettavo per aiutarti nel trasporto dell’hi-fi ma tu tergiversavi con cavi e spinotti per allontanare il momento del verdetto. Che poi non ĆØ un grosso problema. Non sei come quello alto alto e imbranato che lo ho osservato tutto il giorno a stringere in maniera folle una ragazza ballando tanto da farle male, e lo ho osservato solo perchĆ© al suo poso avrei voluto esserci io. Ma nemmeno come il nostro comune amico biondo con i boccoli, quello che in ogni occasione coglie il meglio sulla piazza come se fosse un fatto dovuto che la più bella scelga sempre il più bello, e il più bello ĆØ lui. Se n’ĆØ andato via poco fa con quella che indossava il maxipull attillato sulle curve, quella sƬ che ĆØ giĆ oltre il confine della vita, quello a cui aspiriamo tutti. Ma forse non sai che invece la ragazzina che ti si ĆØ rifiutata, me la ricordo bene completamente sviluppata molti anni dopo che faceva le smorfie in un contesto simile – un party di carnevale per universitari o giù di lƬ – perchĆ© non gradiva pogare su “Me and the farmer” degli Housemartins, reputandolo un brano da donnicciole inglesi e che avrebbe preferito come minimo quei tamarri dei Gun’s, sapendo persino scimmiottare le mosse del cantante con la bandana in testa aggrappato all’asta del microfono. Veri uomini. E sƬ, lei ĆØ proprio la stessa che, qualche giorno fa, ha postato sul suo profilo Facebook la stessa canzone della band del futuro Fatboy Slim dicendo che in passato era stata la colonna sonora di amene sgigottate con amici nella sua utilitaria. Nulla di più falso, ci metterei la mano sul fuoco. Per questoĀ non ha senso rivangare cose da un passato cosƬ remoto perchĆ© c’ĆØ una cosa che non cambia mai e che puoi dare per scontato: allora, ai tempi delle mele, come oggi, in pieni Social Network, comprendere certi comportamenti femminili ĆØ una cosa fuori dalla portata di gente come noi, di quell’altro sesso.
ah, le donne del 900
Immaginela vie en rose
StandardUn video di denuncia dell’uso del corpo femminile nella pubblicitĆ a stampa e della violenza suggerita dalle immagini nei confronti della donna (da donnepensanti)
un collegio di sole donne per berlusconi
Standardmi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?
StandardDedicato a chi ha voluto distinguersi rimanendo a casa: una foto da Repubblica e un veloce resoconto dal blog di Gad Lerner.

a tutte le donne di buona volontĆ
Standardil Natale secondo yamamay


