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in fondo, il simbolo @ un po’ la A cerchiata la ricorda

Talvolta l’ingenuità del genere umano di fronte alle enormi opportunità e ai rischi che le potenzialità insite nell’Internet comportano continua a sorprendermi. Gli hacker che rubano le email degli stellari sprovveduti e l’anarchia denunciata da Laura Boldrini sono una presa di posizione lecita quanto inutile, come quelli che si ostinano a dichiarare illegali dei vegetali solo perché a fumarli ti gira un po’ la testa o le manifestazioni per dire no alla povertà. Voglio dire, denunciare un fenomeno a volte suona come cercare di piegare cucchiaini con la forza della mente. Solo Uri Geller ci riusciva, ma con il trucco. La diffusione incontrollata e incontrollabile della rete nostro malgrado non può essere soggetta a limiti o censure, continueranno a perpetrarsi crimini e ingiustizie perché Internet è costituita da grandi piazze frequentate e illuminate come da anfratti bui dove tramare di nascosto, fermo restando che come nella vita reale si possono mettere a segno gesti eclatanti e forieri di conseguenze gravi perché la gente è curiosa e ficca il naso dappertutto, con la differenza che da questa parte delle periferiche è ancora molto facile preservare l’impunità. Mettersi in mostra o cercare la privacy sul protocollo Internet è come dare la propria autorizzazione a questi pericoli e bisogna farsene una ragione, se non si è consapevoli di ciò è meglio non accenderlo nemmeno, il computer, o tornare a un modello di informatica d’altri tempi. Ma, se volete la mia opinione, sempre meglio l’@narchia del faxismo.

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